Guide Preghiere dal cielo parole di silenzio sottile (Gli emersi poesia) (Italian Edition)

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Articles

  1. The Edinburgh Journal of Gadda Studies
  2. PREGHIERE DAL CIELO PAROLE DI SILENZIO SOTTILE GLI EMERSI POESIA ITALIAN EDITION Directory
  3. Emilio Manzotti

L'annuncio viene raccolto da uno studente, Les Brown, il quale passa l'informazione al suo compagno di stanza Roger Taylor. Drowse, Roger, leader del gruppo e per un certo periodo anche cantante oltre che batterista, tra il e il lavora duro per procurare date e ingaggi e i Reaction si fanno una buona reputazione come local band con numerosi concerti nei club della Cornovaglia e alcune prestigiose apparizioni come supporto di T-Rex, Slade e Ritchie Blackmore del periodo pre-Deep Purple.

Nel settembre dello stesso anno il gruppo si scioglie e Roger cerca a Londra l'occasione per fare il grande salto. Pochi giorni dopo aver risposto all'annuncio, Roger riceve una lettera da parte di Brian May, il quale in poche righe descrive molto puntualmente che tipo di persona e di musicista sta cercando. Tim Staffel ha avuto l'idea di un progetto chiamato Smile.

Brian ricorda di essersi particolarmente stupito nel vedere Roger accordare le percussioni:" Mi sembrava una cosa molto professionale, e subito ho capito che era l'uomo giusto per noi; il suo modo di suonare era straordinario, preciso ed esuberante. Dopo una serie di prove nella Jazz Room dell'lmperial College, Roger, Brian e Tim scoprono di pensarla allo stesso modo; sono ambiziosi, motivati e devoti alla buona musica e scatta in loro una grande confidenza e simpatia.

Roger invece era espansivo, vitale, esuberante; un vero batterista anche come persona. L'energia del gruppo era frutto della fusione dei nostri rispettivi caratteri. Nell'aprile , dopo un concerto al Revolution Club, vengono contattati dalla Mercury Records, firmano un contratto per la pubblicazione di un singolo e registrano un demo presso i Trident Studios. Nel corso del Freddie, accanito fan di Jimi Hendrix ed eccellente pianista, entra a far parte di un gruppo di Liverpool, gli Ibex, e nel corso di alcuni concerti a Londra e a Liverpool, dove il gruppo si trasferisce per alcuni mesi in cerca di successo, inizia ad affinare le sue doti vocali e sceniche.

Gli Ibex si sciolgono nel e Freddie forma una propria band, i Wreckage; per i quali scrive il suo primo pezzo, Stone Cold Crazy. Dopo una prima audizione nel corso della quale suonano per la prima volta Son And Daughter, un pezzo di Brian, diventa il quarto membro dei Queen. Nonostante fossero impegnati a finire i propri studi universitari tutti e quattro conseguiranno la laurea , i Queen si lanciano in un lungo tour in Cornovaglia per acquisire confidenza con il palcoscenico. Nella speranza di trovare l'occasione giusta, continuano a frequentare i DeLane Lea e incontrano John Anthony, discografico della Mercury che Roger e Brian hanno conosciuto ai tempi degli Smile.

Nel marzo i Queen firmano il primo contratto ufficiale con la EMI e il 9 aprile Jack Nelson organizza uno showcase al prestigioso Marquee di Londra per la presentazione ufficiale che, nonostante la scarsa affluenza degli addetti ai lavori, si rivela un successo. Nei mesi seguenti i quattro intraprendono una serie di concerti nei club per perfezionare il loro sound e soprattutto il modo di stare sul palco, sperimentando ogni tipo di soluzione scenica e di abbigliamento. In particolare i Queen adottano in questo periodo il tema del bianco e nero, che li accompagna come soluzione scenica e tematica nella produzione di tutto il primo periodo; Freddie e Brian iniziano a comparire sul palco truccati e con le unghie dipinte rispettivamente di bianco e nero, un gioco inventato da un gruppo di fans di Liverpool.

QUEEN, album d'esordio, esce pochi giorni dopo, il 13 luglio in Inghilterra e il 4 settembre negli Stati Uniti massima posizione in classifica: numero Freddie Mercury, soprattutto, fu sempre restio a incontrare la stampa, particolarmente ostile nei suoi confronti, e sono molto rare le interviste da lui rilasciate.

Nel novembre , per una data all'Imperial College, i biglietti vanno esauriti in poche ore; subito dopo i Queen partono per un tour di supporto ai Mott The Hoople di lan Hunter che si conclude con un concerto all'Hammersmith Odeon di Londra davanti a 7. Nonostante siano un gruppo esordiente sono seguiti da un pubblico numeroso e affezionato e sono capaci di straordinarie prestazioni dal vivo.

Il 5 marzo Seven Seas Of Rhye entra nella classifica britannica al 45 posto. Brian May dichiarava: "Per me, QUEEN II rappresenta il tipo di musica che ho sempre sognato di suonare; cercavamo un sound intenso che fosse davvero qualcosa di nuovo e abbiamo voluto spingere al massimo le tecniche di studio, in cerca di nuovi orizzonti per una rock band". Anche i testi riflettono la presenza di un preciso progetto artistico: il tema del bianco e nero, nato ai tempi del primo album, diventa dominante; QUEEN II si basa infatti sul contrasto tra un "lato nero", composto di brani scritti da Freddie Mercury, e un "lato bianco" firmato da Brian May, con l'aggiunta di un pezzo di Roger Taylor.

Le storie fantastiche raccontate da Brian May traggono invece spunti dalla mitologia anglosassone e soprattutto dalle opere di J. Tolkien, medievalista, filologo e autore della celebre trilogia Il signore degli anelli, fonte d'ispirazione per molti gruppi, dai Marillion ai Led Zeppelin. I primi due brani, Procession e Father To Son, introducono un racconto sulla eterna lotta tra il bene e il male, che si svolge sotto forma di battaglie Ogre Battle , amori contrastati Nevermore e conflitti tra potenze oscure Seven Seas Of Rhye e che risulta incentrato sulla compresenza nell'uomo delle forze opposte e sulla ricerca della propria via e della propria regina e amante.

All'apparenza un elenco disordinato di strampalate figure, il testo rappresenta invece una precisa descrizione dei personaggi dell'omonimo quadro del visionario pittore inglese Richard Dadd, tuttora esposto alla Tate Gallery di Londra, raffigurante un incontro di abitanti del regno delle fate. Nell'aprile dello stesso anno i quattro attraversano l'Atlantico alla conquista dell'America, di nuovo in compagnia dei Mott The Hoople e, in alcune date, degli Aerosmith di Steven Tyler e Joe Perry. La tournee si interrompe improvvisamente dopo meno di un mese a causa del ricovero di May in ospedale per una grave forma di epatite.

I sogni di gloria terminano con un risveglio drammatico, soprattutto per Brian che attraversa una grave crisi sentendosi in qualche modo responsabile di un eventuale fallimento del gruppo dovuto alla lunga sosta forzata. Freddie, Roger e John, che non hanno mai pensato di sostituire Brian, impiegano il tempo per registrare nuove canzoni, sulle quali aggiungere in seguito le parti di chitarra e i cori, mentre Brian in ospedale compone testi, alcuni dei quali, come Now I'm Here sull'esperienza del tour americano, risulteranno tra i maggiori successi del gruppo.

Nel settembre i Queen vengono premiati da una sosia della regina d'Inghilterra con il disco d'argento per la vendita di Nell'estate del il gruppo comincia a lavorare al nuovo album, portandosi sulle spalle il peso di un tour molto impegnativo, parzialmente annullato a causa di problemi alla gola accusati da Freddie e di controversie relative alla risoluzione del rapporto con la Trident. I Queen firmano un nuovo contratto con la EMI. In brani come Good Company, Seaside Rendezvous e Lazing On A Sunday Afternoon, ispirati anche nei testi ad atmosfere anni '20 tipiche dell'art rock e particolarmente gradite a Freddie, Brian sperimenta suoni particolarissimi, riuscendo a riprodurre fiati, archi e ottoni.

Un DJ amico di Freddie, Kenny Everett, innamorato della canzone, nonostante gli sia stato espressamente vietato lo trasmette alla radio per 14 volte nel corso di una giornata. La EMI viene inondata da una tale massa di richieste da essere costretta a pubblicarlo: in due settimane Bohemian Rhapsody vende Grazie a queste premesse l'album riscuote un successo clamoroso, raggiunge il primo posto nelle classifiche di tutta Europa e conquista il primo disco di platino per i Queen. Teo Torriatte, omaggio ai fans nipponici con un'intera strofa cantata in giapponese, diventa il momento centrale delle successive esibizioni del gruppo nel paese del Sol Levante.

Tie Your Mother Down, composta appositamente per aprire gli spettacoli dal vivo, diventa uno dei cavalli di battaglia del gruppo mentre brani come Good OId-Fashioned Lover Boy e The Millionaire Waltz esaltano lo stile di Freddie basato sull'unione di armonie vocali e raffinate esecuzioni pianistiche, con testi romantici e dandy. Dopo le affermazioni a livello planetario ormai consolidate con A DAY AT THE RACES e dopo i trionfali concerti all'Earls Court, il gruppo decide di rimettersi in gioco e di stravolgere parzialmente alcuni dei cardini sui quali, fino a quel momento, si era basato in gran parte il suo successo.

I Queen stabiliscono di fare a meno del loro produttore Roy Thomas Baker e di autoprodurre il nuovo disco; luogo prescelto sono gli studi londinesi di Basing Street. Poco prima di cominciare le prove, Roger Taylor pubblica il suo primo singolo da solista, I Wanna Testify, rivisitazione di un brano dei Parliaments di George Clinton, in cui Taylor suona tutti gli strumenti. Il singolo non riscuote alcun successo. In questo disco confluiscono astutamente tutti gli ingredienti per accontentare la vecchia guardia dei fans e per soddisfare gli appassionati dei nuovi generi musicali.

Le due canzoni che aprono il lavoro, We Will Rock You e We Are The Champions, omaggio agli spettatori dell'ultima tournee, sembrano nate apposta per diventare un tutt'uno e in quasi tutto il mondo vengono pubblicate come singolo a doppio lato A. I Queen scoprono un sound grezzo e immediato, di indubbia efficacia, che pone in evidenza i riff taglienti di Brian e i vocalizzi potenti di Freddie, limitando le sovraincisioni, i cori e gli strumenti tipici dello stile precedente. In novembre il gruppo si rimette in pista per un nuovo tour che parte proprio dagli Stati Uniti; i concerti suscitano tale entusiasmo da costringere i Queen ad ampliare il set delle canzoni proposte.

In questa tournee viene eseguita per la prima volta dal vivo Love Of My Life, destinata a divenire un cavallo di battaglia di tutte le future esibizioni. Nell'estate del la band torna in studio; questa volta, per ragioni fiscali, ai Mountain Studios di Montreux e poi ai Super Bear di Nizza. Nel corso della serata oltre ospiti vengono intrattenuti da prestigiatori, mangiatori di fuoco, ballerini voodoo, danzatrici del ventre, spogliarelliste e generosissime groupies. Sul fronte concertistico la band, a detta di molti, raggiunge il suo zenith in questo periodo.

Il tour parte ancora una volta dagli Stati Uniti e a gennaio si sposta in Europa; i luoghi prescelti per le esibizioni sono palasport e grandi spazi. Le prestazioni risultano davvero sconvolgenti sia dal punto di vista scenico sia da quello musicale e i Queen si confermano una delle migliori live bands in circolazione.

Le esibizioni rimaste famose sono quelle di Parigi e Monaco e i tre concerti in Jugoslavia dove, a Zagabria e Lubiana, il pubblico non abituato ai grandi eventi tributa alla band un' accoglienza indimenticabile. Roger Taylor dichiara pubblicamente di non gradire queste registrazioni ma crediamo che abbia avuto modo di ricredersi, mentre la stampa, per una volta, riconosce all'album tutti i suoi meriti.

Passata l'estate i Queen si ripresentano al loro pubblico con il nuovo singolo Crazy Littie Thing CalIed Love, pubblicato sebbene non ci sia nessun album pronto da promuovere. All'iniziativa viene subito data la denominazione di "tour folle": tutti si dimostrano felici di poter suonare senza subire alcuna pressione o esigenza promozionale.

Alla fine della tournee viene pubblicato un altro singolo che nelle previsioni non deve far parte di nessun album: Save Me, composizione di Brian, riscuote buon successo. Con il mese di gennaio il gruppo si trasferisce al gran completo a Monaco dove inizia a lavorare a due progetti contemporanei: il nuovo album e la colonna sonora per il film Flash Gordon.

Il tour che segue ottiene, come sempre, un successo clamoroso e durante il suo svolgimento la scaletta si arricchisce di alcuni frammenti dell'album FLASH GORDON, colonna sonora del film omonimo pubblicata in dicembre. Il disco raccoglie tutti i commenti musicali che accompagnano le scene del film e anche i dialoghi dei personaggi. Il giunge al termine e i Queen, dopo soli sette anni di carriera discografica, hanno venduto 45 milioni di album e 25 milioni di singoli. Nel marzo vede la luce il primo esperimento solistico di uno dei membri della band: Roger Taylor pubblica FUN IN SPACE, in cui suona tutti gli strumenti e con il quale vuole sperimentare generi altrimenti preclusi all'interno del gruppo.

Le composizioni risultano frettolose e dall' LP traspare lo stile di vita attuale del gruppo. Stranamente, la critica pare comunque apprezzare il risultato finale e tutto sommato anche il pubblico dimostra di gradire le canzoni. Alla fine del i Queen decidono di separarsi per un certo periodo. Non si tratta di uno scioglimento definitivo ma di un momento di pausa per ritrovare lo spirito giusto.

Le tensioni che iniziano a sorgere anche sul piano personale spingono i quattro membri dei Queen a prendere questa decisione e a dedicarsi a progetti solistici. Freddie Mercury collabora con Giorgio Moroder, profeta della disco music, e registra il brano Love Kills per la colonna sonora della nuova versione di Metropolis, un classico del cinema muto diretto da Fritz Lang. Inoltre inizia a lavorare al suo primo album da solista, MR. I Queen si riuniscono a Los Angeles alla fine del ; avendo sentito molto la mancanza del lavoro nel gruppo e ritrovato l'entusiasmo, iniziano subito a registrare nuovo materiale, per la prima volta negli Stati Uniti.

Per la prima volta, i testi accolgono anche tematiche sociali e politiche, raramente presenti nella produzione precedente, sebbene i Queen si siano sempre impegnati in svariate iniziative benefiche. La stampa, gran parte dell'opinione pubblica e la stessa Unione dei Musicisti si scagliano violentemente contro di loro, tacciandoli di comportamento razzista. Per far fronte alle critiche, i Queen intraprendono numerose iniziative benefiche a favore dei bambini di colore durante il loro soggiorno in, Sud Africa, per esempio pubblicando in esclusiva un album live i cui proventi sono interamente devoluti alla costruzione di scuole e ospedali per l'infanzia.

La band sale sul palco il 12 gennaio alle due del mattino e rimane a bocca aperta di fronte alla sterminata distesa di spettatori; al momento del concerto dei Queen sono presenti Organizzato da Bob Geldof, l'avvenimento si svolge in contemporanea al Wembley Stadium di Londra e a Philadelphia, negli Stati Uniti, e viene trasmesso in diretta in tutto il mondo, registrando l'adesione di uno sterminato numero di gruppi e musicisti.

Definito dallo stesso Geldof un "juke box globale", lo show si basa su una veloce alternanza di esibizioni, ognuna della durata di 20 minuti. I Queen salgono sul palco alle sei di sera, senza aver fatto alcun soundcheck e con solo alcuni dei tecnici di palcoscenico a disposizione, e presentano un set esplosivo e molto rapido, in modo da condensare nel breve tempo concesso tutta la loro energia. I venti minuti del "Live Aid" consegnano alla storia i Queen e fanno di Freddie Mercury una leggenda.

Tutti gli artisti, il pubblico, i critici e per una volta la stampa sono d'accordo nel considerarli i migliori in assoluto, capaci di monopolizzare l'attenzione e sbalordire il mondo. Freddie in particolare domina l'evento, ipnotizzando lo stadio di Wembley e facendolo esplodere: davanti a tutto il mondo costruisce il suo mito di insuperabile frontman.

Per tutti i componenti della band il "Live Aid" rappresenta una svolta, una scarica di adrenalina che cancella ogni dubbio e riaccende l'entusiasmo. Il 'Live Aid' ci ha totalmente rivitalizzati, restituendoci l'entusiasmo di un tempo". Durante queste prime sessions di prove i Queen vengono contattati da Russel Mulchay, regista e produttore di videoclip che sta lavorando al suo primo film, Highlander, destinato a diventare un cult movie. La band accetta di scriverne la colonna sonora e di pubblicarla come un proprio album e inizia a registrare brani ispirati alle scene del film.

Il singolo A Kind Of Magic viene pubblicato il 17 maggio ed entra nella classifica britannica al 3 posto, raggiungendo la prima posizione in altri 35 Paesi. L'estate del vede i Queen ancora padroni dell'Europa con il grandioso "Magic Tour", iniziato il 6 giugno al Rasunda Stadium di Stoccolma e conclusosi a Knebworth il 9 agosto.

Freddie e compagni danno vita a uno spettacolo memorabile, come documenta il relativo video, riuscendo a conquistare in un attimo un pubblico assolutamente nuovo, in particolare quando eseguono in segno di gratitudine una canzone popolare ungherese duettando con la folla. Il "Magic Tour" si chiude il 9 agosto a Knebworth davanti a quasi Siete stati un pubblico straordinario, buonanotte, sogni d'oro, vi amo! THE MIRACLE viene accolto in modo vario da stampa e pubblico; molti giudicano il lavoro inferiore al precedente e troppo blando dal punto di vista musicale e dei testi, che rientrano nello stile del disimpegno caratteristico del gruppo.

Contrastano con questi alcuni brani piuttosto easy listening, come Scandal o Invisible Man, ma la band dimostra di non aver perso energia: lo testimonia anche la presenza di varie B-sides di grande valore, non inserite nell'album ma frutto delle medesime sedute di registrazione. Il gruppo ritorna in studio nel , mentre lo stato di salute di Freddie finisce sulle prime pagine dei giornali in seguito a un'apparizione in pubblico - per la consegna di un premio alla carriera ai Queen da parte dell'Industria fonografica britannica - in cui il cantante appare piuttosto provato e smagrito.

Il lavoro di registrazione si svolge tra Londra e Montreux, dove Freddie sfugge spesso alle attenzioni della stampa. Ormai molto debilitato dalla malattia, Mercury concentra tutte le sue energie nella registrazione dell'album, in cui trova uno stimolo per continuare la propria battaglia. Pubblicato il 14 gennaio , vende Nel video che accompagna il singolo, Freddie appare per l'ultima volta e, mostrando coraggiosamente il suo volto distrutto dalla malattia, trova la forza per sorridere e dire per l'ultima volta ai suoi fans "I still love you".

Il 23 novembre Freddie Mercury diffonde un comunicato stampa in cui dichiara ufficialmente di essere malato di Aids e dichiara di voler aiutare la ricerca per la cura del terribile male, invitando amici e fans a fare altrettanto. Il 24 novembre , alle sette di sera, l'uomo perde la sua lunga battaglia. Muore serenamente nella sua casa di Kensington, stroncato da una polmonite causata dal virus dell'Aids.

Il suo corpo viene cremato secondo il rito zoroastriano, la religione praticata dai genitori. Freddie, la sua musica, la sua brillante energia creativa, queste cose sono per sempre". David Bowie canta forse per l'ultima volta Heroes e al termine del pezzo si inginocchia e recita una preghiera per tutte le vittime dell'Aids, riducendo al silenzio l'intero stadio.

La serata si chiude con una splendida interpretazione di We Are The Champions da parte di Liza Minnelli cui si uniscono tutti gli artisti presenti per un grande coro finale. Sull'ultima nota Roger Taylor, vero motore dell'evento, prende in mano il microfono e grida al cielo di Londra: "Buonanotte Freddie, ti amiamo! Nella loro carriera non erano mancati i momenti di crisi ma l'idea di un reale scioglimento non era mai stata presa neanche in considerazione. Per tutti questi anni i tre musicisti hanno conservato la voglia di lasciare la testimonianza di quanto avevano realizzato con Freddie quando egli, ormai troppo malato, poteva entrare in studio solo per poche ore.

Dal infatti il cantante aveva coinvolto i compagni a tal punto da passare il maggior numero di ore possibile in studio. Le idee che aveva erano moltissime ed era suo desiderio terminarle tutte. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarei tutto quello che ho fatto? Magari un po' diversamente! Io cerco solo di essere genuino e sincero e spero che questo traspaia dalle mie canzoni" Freddie Mercury, Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse sono da imputare solo a me.

Farrokh Bulsara nacque a Stone Town e trascorse l'infanzia nella sua terra d'origine, l'isola di Zanzibar, 25 km al largo della costa della Tanzania. I suoi genitori, Bomi e Jer Bulsara[10] erano originari del Gujarat stato dell'India occidentale , ma avevano dovuto trasferirsi in Africa a causa del lavoro del padre, cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie[11]. Quest'ultimo era un praticante di un derivato dell'antica religione zoroastriana.

La famiglia era completata dalla sorella minore di Farrokh, Kashmira[12]. Gli studi in India [modifica] Per approfondire, vedi la voce The Hectics. Oltre a possedere un notevole talento artistico era un ottimo disegnatore , Mercury eccelse anche nello sport: fu infatti un abile velocista e pugile, raggiungendo buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey su prato, il cricket e il tennis tavolo[13].

I Bulsara si stabilirono in una piccola casa a Feltham, vicino Londra[16]. Farrokh rispose allora a un annuncio dei Sour Milk Sea, che stavano cercando un cantante. Avendolo sentito in prova, gli altri membri del gruppo restarono impressionati dalla sua voce e lo ingaggiarono, facendolo cantare in alcuni concerti ad Oxford. Dopo questa esperienza il nuovo cantante decise di seguire la band dell'amico Tim Staffell, gli Smile, dandogli anche alcuni consigli su come eseguire una buona rappresentazione nei concerti.

La nascita dei Queen [modifica] Per approfondire, vedi la voce Queen. Per sbarcare il lunario, Mercury e Taylor gestirono per un certo periodo di tempo una bancarella di abiti usati. Durante questo periodo conobbe quella che divenne prima la sua fidanzata e, successivamente, la sua migliore amica: Mary Austin con la quale convisse per otto anni. La sua carriera musicale lo vide al centro dell'attenzione di tutto e tutti, media compresi.

Sebbene sul palco Freddie si mostrasse come una persona spregiudicata ed energica ma quando non era sul palco si mostrava una persona timida e riservata. Anche se il successo riscontrato non fu paragonabile per vendite a quello ottenuto con i Queen, i due dischi e alcuni brani contenuti in essi riuscirono a entrare nella top ten della UK Albums Chart e della UK Singles Chart. La prima fatica fu Love Kills , tra le colonne sonore nel rifacimento della pellicola di Fritz Lang Metropolis. Scritta a due mani con il compositore italiano Giorgio Moroder, raggiunse la decima posizione nella classifica britannica[22].

I due dischi da solista sono Mr. Bad Guy e Barcelona Tra il e il Freddie ha collaborato con Michael Jackson, per registrare tracce mai ufficialmente rilasciate, ma presenti in internet: State of Shock, There Must Be More To Life Than This brano incluso poi nel suo primo album solista, ma senza le parti vocali di Jackson , e una canzone inedita chiamata Victory. Bad Guy, edito nell'aprile L'album si ricorda per canzoni comunque belle e importanti quali I Was Born To Love You e Made in Heaven, che ritroveremo entrambe nell'album del dei Queen, anch'esso chiamato Made in Heaven, in versioni differenti incise col contributo del resto della band e la versione originale di Living On My Own.

Mary Austin gli rimase vicino fino all'ultimo, occupandosi di lui, costretto a letto dalla sua malattia. Secondo dichiarazioni da lei rilasciate, Mercury andava a trovarla frequentemente sul posto di lavoro, e prima di trovare il coraggio di chiederle di uscire passarono cinque o sei mesi. Nonostante i dissapori con alcuni amici gay dell'artista, Mary Austin fu una presenza costante nella sua vita, partecipando spesso alle tanto amate feste organizzate da Mercury.

Dopo una parentesi solistica con l'album Mr. Insomma: non ammise mai apertamente di essere in parte omosessuale, ma non fece nulla per smentirlo. I Queen girarono un videoclip in cui lui e tutti i componenti dei Queen apparivano provocatoriamente travestiti da donne la proposta originale fu di Roger Taylor, il batterista, da un'idea della sua ragazza ispirata da una soap opera: Coronation Street[24].

Nel aveva ormai abbandonato la sua vita attiva. Alcune testate scandalistiche cominciavano a sospettare che Mercury fosse effettivamente malato; pertanto le voci in merito aumentarono esponenzialmente durante i suoi ultimi anni di vita. Mercury nascose il terribile segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen, per evitare che si potessero preoccupare per lui, impedendogli di cantare. In questa ultima apparizione, nel video sono memorabili le ultime parole: "I still love you" Vi amo ancora.

Un segno d'affetto per tutti i suoi fan sparsi nel mondo, che non sanno nulla riguardo le sue condizioni di salute. I vocalizzi sono incredibili, non esagero, con le chitarre che appaiono furiosamente scendendo scale come un aggraziato cavallo al galoppo. Un momento che ti inchioda. La prima volta l'ho ascoltata con le luci spente e gli occhi al buio.

Lo scatto della chitarra attraverso il suono della viola e del violino creano bellissimi tocchi che adornano la classica interpretazione di Simon Papa. Un musical popolare metal con timbro e firma MaterDea. Con "Altars of Secret" mi hanno esterefatto. Un altro eccellente momento di "A Rose fo Egeria".

Arrivando poi a "Running all Night with the Wind" che mi riporta indietro all'unica e sola lirica dei MaterDea. Con il loro nuovo album i nostri MaterDea ci invitano a scoprire il loro mondo e di lasciarci nelle loro mani per condurci in un mondo lontrano dalla vita dura, monotona e routinaria che viviamo.

Dobbiamo farlo?

SABATO SANTO

Female fronted folk metal band with both keyboards and a violin. Well then,. The songs on A Rose for Egeria are often epic and very beautiful. The bands vocalist has a beautiful and rather thin voice and the interplay between the caressing female lines and some of the groovier guitar riffs is very well done. It's not overplayed, so when it does get used it adds flavor rather than coming off as a dull and overused gimmick.

A Rose of Egeria is eleven tracks of well written and properly thought out symphonic folk metal, the kind of thing that restores my faith in the genre. Part of the appeal of Materdea for me is the way that they manage to craft some really excellent melodic lines, seemingly out of thin air. For example, their is no real precedent for the introductory keyboard line in An Unexpected Guest but it is immediately recognizable and extremely memorable.

There are also some very weird and strangely fascinating moments. Perhaps the most bizarre is Land Of Wonder which features the voice of a fairy, strange, but well developed. Materdea bill themselves as Elvish Metal and given the rather otherworldly magical feel of these songs, I can't think of a better label.

So Materdea have managed to rise up, masters of a genre that has often been called overcrowded. Their unique niche is one that many bands have tried to work their ways into, but none have succeeded. These Italians are only going up, they are one of the most exciting pagan metal acts on the scene. With over 5, facebook likes already they are clearly pretty huge on their local circuit. As their songwriting gets even better How they could do that I'm not sure I am sure they could very easily become a massive internationally touring name.

Un riff aggressivo e una moderna melodia di tastiera aprono il brano, venendo poi accompagnati da un bel ritmo scandito dalla sezione ritmica. Whispers of the Great Mother , che richiama il tema mitologico della Grande Madre, inizia con una struggente ed evocativa melodia acustica, che interseca diversi strumenti, seguita da una parte misteriosa ed oscura dai tratti folkeggianti.

Sempre da sottolineare l'interpretazione della vocalist ed, in questo caso, il bel chorus folkeggiante. Che il vostro viaggio abbia inizio, buon divertimento Bene, andiamo subito a cominciare! Metal Head Year June Reviewer Renato de Filippis Provenance Italy I MaterDea sono una band davvero interessante, e la loro musica si colloca in una feconda regione di confine poco sfruttata in Italy, ma che spopola soprattutto in area tedesca.

Guidati dalla voce leggiadra della cantante Simon Papa, i MaterDea ci portano in un mondo magico e incantato, di altri tempi. Tutto questo si amalgama alla perfezione con la voce limpida di Simon. Ascolto caldamente raccomandato. The band were formed in and released their third album entitled 'A Rose For Egeria' in February BEYOND THE PAINTING - A slight Gothic sounding intro with an ancient feel and a deep choir as the band gradually creeps upon you then roars into life with gusto with a slight symphonic edge before Simon's powerful and almost angelic sounding vocals backed with strong orchestration come into play and immediately draws you into the story.

The lyrics suit the title perfectly, "she will drag you and pull you inside" and that's exactly what it does as the music swirls around you with a great catchy melodic chorus, a good use of light and shade with a dark heavy feel at times that compliments the main lighter theme of the track as it drives along.

A well crafted song with good arrangements to get your taste buds going. Simon's vocals entice you further into the song which has pagan feel with an added symphonic edge that holds you in its embrace as we journey through a busy fantasy land. Excellent violin playing from Elisabetta whist the keyboards add to the texture of the song perfectly as it rocks along with steady guitar riffs and percussion holding it all together in this pleasant rocker that does not fail to get you headbanging.

Great enjoyable number. WHISPERS OF THE GREAT MOTHER - A gentle piano that is smooth and relaxing leads us into a mellow start with lovely strings and a great Celtic pagan feel to the song as we are taken back into a time of long ago and you are put at ease as the track gently washes over you, then without warning your peace is shattered as you are hit with a more heavier style that gets you in its grasp and leads you further into a pagan wonderland which has hidden shadows in places.

As you carry on with your journey it throws up images and feelings of old gods and rituals and ancient forests with satyrs and other beings from folklore before we reach the journeys end. Fantastic story telling. The strings tug at your heart and are very prominent here as the story unfolds and throws out lots of feeling and images that keep you involved and maintaining the theme of ancient times. Added male vocals give an extra dimention to the track as you can almost visualize the unicorn being in danger from a lurking dark force.

A very dramatic and emotional journey here complete with a great powerful chorus. A very well crafted song that is immensely enjoyable with lots of hidden delights. Pleasant female vocals hold their hand out and try and keep you safe as we are taken into the song with its great strong catchy chorus that is very uplifting in a track that has a hidden, underlying dark tinge of menace.

The strings once again weave their beautiful sound alongside the driving drum beat and a very good guitar solo, we are enjoying a very pleasant setting here before it changes as Elena's vocals suddenly take a more darker tone and grey clouds begin to form as we enter a more unearthly realm for a brief period, then the grey clouds are driven back by the power of the chorus.

A song once again full of different textures and packed full of emotion and drama that enthralls as you take this wonderful journey. This is another great piece of storytelling that instantly involves you throughout. A track that has almost everything from its wonderful female vocals, to its harmonious chorus with a great Celtic and pagan feel that is maintained as the guitars grind out their licks and the arrangements are majestic and full of pomp as the song keeps its old world and mysticism alive as it twists and turns casting its story over and around you, holding you like a magnet in its embrace.

Wonderful escapism into the world of ancient gods and heroes, the band are on top form as they weave their way through the number creating and painting a picture on a canvas. Again the style is of an ancient land with green hills and pastures that have hidden secrets to discover, the chorus is catchy and enlightening as the drums keep the track speeding along with very good arrangements interspersed throughout the number, a soaring track with a great feel and nice textures that are well arranged to tell it's story.

Wondrous female vocals again tell the story clearly and are full of drama and emotion as the number takes hold and develops its picture of fair maidens and old villages but with a modern twist that has you believing that you are actually there in the story. I'm sure this track would go down a storm when played live.

Lots to find here with the perfectly balanced vocals keeping you entranced in the story and maintaining that Celtic folk edged style to the sound. The violin playing is very prominent and adds to the quality and texture of the song. Once again the arrangements are perfectly put together as the track twists and turns holding your attention as we reach the end of the journey with the sound of a slow cantering horse and a sad sounding violin.

This is truly a wonderful album that should please anyone who's into Female Fronted Metal, a great addition to the genre. Highly recommended. Kelley Provenance U. Hard driving rhythms layered with symphonic elements along with provocative, mystickal vocals make this cd a must have for any Pagan. The depth and roundness of sound makes it seem as if you are in a concert hall listening to them perform. Singers who rely on Autotune should listen to this to hear how it should be done.

What sets this band apart is the beautiful violin, audible in this song. The double bass drum rhythms as the music picks up set up a good feel, and the vocals are well-crafted and harmonized exquisitely. The power this band has is unbelieveable. The interplay between the instruments and vocals was a treat for the ears. This song does give the feeling of running through the night. It's a sign of good songwriting when you can sing or hum a melody after only hearing it once. The dynamics between the songs and within each song makes this one of the ultimate cds which should be in everyone's collection.

One that you will want to listen to until you know every single note and word of every song. L'incantevole voce di Simon Papa addolcisce il tutto assieme all'esecuzione di Elisabetta Bosio. Whispers of the Great Mother, che richiama il tema mitologico della Grande Madre, inizia con una struggente ed evocativa melodia acustica, che interseca diversi strumenti, seguita da una parte misteriosa ed oscura dai tratti folkeggianti. In questo pezzo sono inoltre evidenti le orchestrazioni ed anche le linee di basso intessute da Morgan De Virgilis.

La stessa potenza espressa da An Unexpected Guest, con un possente riff di chitarra e uno scandito incedere di batteria che si frappongono fra il nuovo ed il vecchio metallo.

Più di 50.000 persone seguono

Il disco ed il viaggio si chiudono in maniera magistrale con Haerelneth's Journey, anche qui il folk la fa da padrone coadiuvato sempre da quel comparto metal accuratamente bilanciato. They are not symphonic in vocal style, but in the strong strings elements. The album has been mastered by prolific engineer Mika Jussila of Finnvox studios, whose previous clients include Tuomas Holopainen, Amberian Dawn and Finntroll.

If I had not heard Satyricon I would think they had a totally modern sound. I find these elements of older styles make them stand out from other bands of the genre and is a strength. Another strength is that their music is strongly driven by vocal melodies which makes then stand out. It is a very feminine record without being overly girly and soft. They are difficult to compare to other bands but a cross between Edenbridge and Lyriel springs immediately to mind. The band seem to mostly play in home country but I hope to be able to catch them live as soon as possible. They are a great band who will remain a feature of my playlist for some time.

Rating: 4. Il risultato? Un disco perfetto. VOTO: 5 su 5 Ottimo. Voglio vedere chi non si scatenerebbe! Date retta a me: fatevi rapire da queste melodie e andate a goderveli dal vivo, ne vale ampiamente la pena!! Attention Pagan Headbangers! And be sure to listen over at SoundCloud to sample a wide variety of songs that highlight their soulful sound. Be sure to catch them if you can, at Symphony Metalfest, Switzerland, as they are sure to light up the stage with their enduring charm and modern melting of ancient forest grooves and swirling melodies.

Not to mention the traditional instruments that cannot miss in a folk-tinged record. The strings, the percussion, the arrangement, everything is very well crafted. I love the fact that they never lose their rock edge. Listen to the ending of the song; the final arrangement will blow your mind. If you are a lover of folk and pagan metal, you cannot miss this release. The quality is very high and it is a pleasant listening. MaterDea, un nome ed una certezza nostrana! Accomunati dalla passione per la musica celtica e per i miti classici, hanno ad oggi creato due cd: Below the Mists, Above the Brambles e Satyricon Ad oggi collaborano con Keltoi Radio.

Quando la senti cantare, lei usa la voce della luna… Lui intreccia incantesimi sulle corde della sua chitarra. Emanano una fragranza intensa ed effimera al contempo, impalpabile, dalla consistenza di sogno tipica delle creature di confine, che non appartengono al mondo reale, ma che hanno perduto il loro.

Perdendolo, sono piombate nel dolore. La separazione fa male da morire. Anzi: una Strega. Che dire ancora dei Materdea? Promossi a pieni voti! Alla stregua di un antico baccanale, Satyricon evoca danze sfrenate in una notte di luna piena, sulle note di strumenti tradizionali che si sposano alla perfezione con chitarre e moderni arrangiamenti: cori suadenti e melodie delicate animano la scena, ammaliando l'ascoltatore con tocco delicato e chiamandolo a far parte di una festosa celebrazione pagana. I cultori della svolta medievaleggiante di un tale Ritchie Blackmore avranno di che gioire, di fronte alla frizzante energia sprigionata da questo interessante lavoro.

Tutta la potenza viene scatenata durante il breve ma bellissimo assolo. Arriviamo in fondo con Between The Temple's Wall, pezzo d'atmosfera che conclude in maniera adeguata l'ottimo disco. Mille sfaccettature Non per True Metallers This album has the feel of a full-fledged stage production. Some artists try for the rich sound that comes from combining rock music with other styles. Here, it is pure magic. Ancient melodies and powerful rock pulse are married flawlessly on Satyricon, and it makes for a mystical, interesting journey as you listen to the tracks here.

The way the tracks are arranged it has that type of feel to it. It sounds like a cool fairy tale set to music. There is a palpable sense of drama about it all. There is a flow here that makes sense. Some music is great to have on in the background, be it to cheer you up, relax you or get you motivated. MaterDea has put forth something that should be attended to. It is the experience itself, rather than part of the experience.

This was an unexpected treat. Il brano si apre con urla di guerrieri, e si svolge su ritmiche mai noiose, con un ottimo uso del basso e melodie accattivanti. Tocca alla titletrack aprire, letteralmente, le danze. Difficile infatti resistere alle melodie sfornate dal gruppo, ma prima che sia il ritmo a prendere il sopravvento tocca alla voce impostata di David Cherubim, sopra a un sottofondo ambient, introdurci nel mondo di "Satyricon". Si tratta di una ballad per certi versi semplice e delicata, ma non per questo meno bella o capace di coinvolgere. L'originale era ispirato all'affresco sulla facciata della chiesa di San Bernardino a Clusone, rappresentante una danza macabra, ma nella rielaborazione dei MaterDea diviene un pezzo allegro, foriero di speranza e di voglia di lottare per difendere la natura e il proprio lavoro dai "malandanti" del titolo.

La natura, il nostro rapporto con essa, il rispetto che dovremmo riservargli e il suo essere come madre per tutti noi, fonte di vita e di speranza per il futuro, sono temi che ritornano un po' in tutte le canzoni, seppur coniugati in modi e con scopi leggermente diversi. Chi dovesse ritenere che una simile scelta sia riduttiva e, alla lunga, ridondante, probabilmente dovrebbe ascoltare brani come "Awareness" per rendersi conto di quanta poesia certi temi e, soprattutto dei musicisti ispirati, possano racchiudere. Un esperimento e un tributo che ci sentiamo di giudicare come perfettamente riuscito e, anche, molto evocativo e sentito.

Mancano tre pezzi alla conclusione del disco e verrebbe quasi la tentazione di non parlarne. Per concludere il nuovo lavoro dei MaterDea si presenta come una graditissima e inaspettata sorpresa. Due musicisti dal retroterra artistico parecchio nutrito, che va dallo studio della musica popolare alle esibizioni jazz. Malmsteen ai tempi che furono e torniamo sempre ai modelli nordici. In bocca al lupo! I MaterDea sono qui proprio per questo.

Una de esas obras que mejora con cada escucha, en la que siempre se encuentran matices nuevos. Una buena terapia para cuando nos asfixie demasiado el mundo real actual. Questo secondo full-lenght batte il primo. If you are a Pagan you will love this album! It is in my opinion the best and most talented Pagan album yet recorded. If you are not a Pagan but want an album full of "mind blowing" talent, inspiration, and a hard driving edge I certainly encourage you to check out this masterpiece of music. The production quality is amazing and within each song you will hear the love and passion that the members of MaterDea have for their music.

You will hear a bit of a Celtic influence, the amazing vocal talent of Simon, perfectly beaten drums, violins, enchanting bass lines, ghostly keyboards, WOWING guitar riffs by Marco that deliver a hard rock and metal edge, and lyrics that lift up the spirit of the "Olde Religion. Truly you will want every song on the album for each are great, and the songs fade in and out from one to another. To listen to this album in order will take you on a mystical, mythical, and magickal journey into the musical talent of MaterDea. Anche solo i testi, se letti come fossero delle poesie, vi trasporteranno in altri regni.

Non manca nessun elemento qui per creare un capolavoro. Sono riusciti a catturarli tutti e a fare in modo che tutto suoni naturale. Il brano mostra come la voce morbida di Simon riesce ancora a levarsi sulla musica possente che la supporta. Sono una loro grande fan anche solo per la lettura dei loro testi. Il loro giocare tra luci ed ombre fluisce insieme per creare un altro regno da visitare. Una canzone altamente energica e molto potente, decisamente una che ho riascoltato molte volte.

Nella mente compaiono visioni di danze alla vigilia di Yule mentre ascoltiamo "Children Of The Gods". Ogni nota ed ogni beat sono posizionati con grande cura. Ne senti la potenza. Una canzone sognante e piena di trasporto che lentamente ti riporta nella dimensione del reale, lasciandoti con la voglia di averne ancora.

Insieme, Marco and Simon hanno creato un capolavoro, chiamato "Satyricon". Loro sono i Picasso e Rembrandt del mondo della musica. Rating: 5 oltre 5 pentacoli. Heavy Worlds Year December Reviewer Michele Alluigi Provenance Italy Secondo capitolo discografico per i Materdea, impregnato di un folk pagan metal che nelle terre nostrane vanta oltre a loro numerosi altri validi alfieri.

Ottimi gli interventi orchestrali che danno un'aria epica a tutto il brano. Si torna alle ballate simil-scozzesi con Broomoon, violino, chitarre e oscuri sottofondi di cori dirigono le danze. Importante in questo brano l'apporto della ritmica basso-batteria che, pur senza essere invadente, sorregge molto bene l'impianto sonoro. Non esattamente un'opera da inquadrare nel filone metal, ma sicuramente un lavoro molto interessante e ricercato per quanto riguarda l'aspetto filologico della musica.

Oggi mi trovo a parlarvi di "Satyricon", il nuovo album contenente 10 brani e uscito per la "Midsummer's Eve". I riff della chitarra elettrica si alternano ai delicati arpeggi dell'acustica, che accompagnano la dolce voce di Simon Papa, spesso affiancata dalla voce di Elena Crolle.

La traccia si attesta su un piacevole mid-tempo che improvvisamente accelera sul finale. Le strofe si srotolano dolci sul suono dell'acustica, affluendo su un refrain evocativo e trascinante. Incisivi i cambi di tempo nell'alternarsi di assoli tra gli archi di Elisabetta Bosio e la chitarra. Chiusura affidata al pianoforte. La forte vena folkeggiante dei MaterDea prende pieno corpo in "The Green Man", brano assolutamente accattivante e trascinante. Molto belli i cori che creano lo stacco dando il La al ritornello.

Davvero ben strutturata, i MaterDea si dimostrano ottimi musicisti e capaci compositori. Sempre deliziose ed espressive le linee vocali di Simon. Traccia che mi richiama alla mente le movimentate danze attorno al fuoco, in cerchio sotto la luna, a ballare fino a cadere sfiniti. Non manca comunque la componente folk, grazie alle affascinanti orchestrazioni ordite dai MaterDea. Atmosfere solenni ed epiche impregnano "Children of the Gods". Una traccia potente, dal forte carisma e impatto sonoro.

Ben riuscito anche il contrasto tra le decise linee vocali femminili e i bruschi cori maschili. Grande energia. Traccia molto evocativa e dalle atmosfere fortemente suggestive.

The Edinburgh Journal of Gadda Studies

Da segnalare un suggestivo dialogo che porta a conclusione la traccia. Ottimo lavoro, sognanti atmosfere, un rock potente e trascinante e storie fantastiche raccontate a suon di ottima musica. Non lasciatevelo scappare! La miscela di diversi strumenti come flauto, violino e chitarra, amalgamati ai suoni della natura e la voce di Simon Papa riesce a trasmettere un mix di emozioni ed una rilassatezza toccante. Seguindo um formato gothic simples com influencias de Hard Rock e Prog, eles deixam com que o fan fique alucinado.

Uma excelente banda When researching the band I was struck with the quality of their website, one of the most attractive and informative I have ever come across, especially from an independent group. Added to that their video for 'Another Trip To Skye' on Female Voices Blog is more like a feature film than a band promo, so I was already more than impressed by the the time I sat down to listen to the CD.

I wish more bands would put as much effort into their presentation, it makes a massive difference to people's perception of their professionalism. Their music lies somewhere between Horslips folk rock and Lyriel folk metal, creating Celtic songs that are magical, haunting and beautiful, but with injections of power and oomph.

Added to that Marco isn't afraid to really let rip and Simon has a voice that veers away from the traditional folk style, it is no surprise that she has sung jazz, Latin, dance and pop in her professional career, with over 20 recording credits to her name. It was all lovingly and beautifully recorded in Marco's house in the woods.

Vote: a magical 8. Faktum er at skiva avleirer en fordringsfull, spennende og spesiell stemning som er hva vi kan definere som ubetalelig! Anbefales til tusen! The CD is a wonderful blend of classical styled melodies mixed liberally with pulse-pounding rock rhythms that move the songs along. The two main members of the band, Simon Papa and Marco Strega, are joined by a small ensemble of other musicians who really add a depth to the music that the CD presents.

A more careful examination of the songs will reveal that there is much more than just this to recommend this CD, however. Papa and Strega blend very disparate styles of music virtually seamlessly on this CD in just about every song. The full version presented early in the CD is a dense and captivating epic and getting to hear the stripped down version of it was a lesson in how different the same song can sound in differing arrangements.

I look forward to hearing more from this group. Siamo dalle parti Candice Night, degli Amazing Blondel di antica memoria e sopratutto, qui la pregevolezza del progetto, ci troviamo di fronte al naturale prosieguo del lavoro cominciato molti e molti decenni fa da Paul Buckmaster e Paul Minns quando, alla guida dei Third Ear Band riempivano con le loro oscure storie, le volte, i merli, le torri e i cortili di austeri manieri con l'innocente ma ipnotica Fleance e del loro capolavoro MacBeth.

Parole antiche e brezze d'Aprile sono il viaggio di An Elder Flut molto descrittiva e con un crescendo via via ammaliante. MaterDea, l'omonimo brano ha una costruzione molto esoterica, intima, misteriosa; un piano minimalista e leggeri contrappunti di violino danno al brano un fascino enigmatico; splendida.

Chiude una rivisitazione della title track MaterDea acustic version che non fatichiamo a inserire come gioiello della musica internazionale se solo se l'avesse interpretato Enja o Moya Brennan o, meglio ancora, Karan Casey. Un piccolo gioiello. I testi delle loro canzoni, infatti, sono popolati da creature meravigliose, fate e fauni che ricordano la mitologia celtica.

Uomini, donne e popoli vivevano in pace, a contatto con la natura, e non conoscevano la guerra. Siamo nel caso dei MaterDea, gruppo orgogliosamente italiano, che sforna questo pregevole "Below The Mists. Above The Brambles". La band nasce dal connubio tra la bravissima cantante Simon Papa ed il talentuoso chitarrista Marco Strega, una coppia che dimostra con questo disco di essere capace di creare un'alchimia musicale davvero efficace. Senza fare troppi e tortuosi giri di parole, possiamo serenamente affermare che "Below The Mists.

Le canzoni di "Below The Mists. Above The Brambles" sono capaci di avvolgerti ed appassionarti e dimostrano a sua volta di essere in possesso di una forte componente coinvolgente. Poche parole, fate vostro questo disco bellissimo! When Simon Papa and Marco Strega made music in the fall of something magical happened.. Actually, a mystical retelling of the genre as it were. Metal Maniac Year Maggio - Reviewer Enrico De Paola Provenance Italy Debutto davvero da capogiro quello dei MaterDea, ensamble alla cui guida troviamo due artisti che, in prima battuta, ci sembravano quasi agli antipodi dal punto di vista stilistico.

Accade l'imprevedibile. Altro che i deludenti Blackmore's Night degli ultimi tempi. Imagine a symphony of sounds that stirs the soul, and, you will begin to understand the power of MaterDea's release "Above the Mists, Below the Brambles". From the first track to the last, this CD lifts you up in spirit and song like none I have heard in many years! The haunting and lovely sounds of Simon Papa's voice, combined with Marco Strega's incredible guitar work, constantly raise your emotions from one song to the next.

The arrangements, both vocal and music, are flawless. I loved the mixture of different instruments, nature sounds, and beautiful vocal scores. The emotion and the music intertwine to put the body in a relaxing state and washes over the listener. The way the artists represent the elements and nature in their music is intoxicating.

This used with the music and the background singing strings together a full bodied mixture of relaxation and tranquility. I enjoyed how I felt at one with the songs and the nature being portrayed within the music. I enjoyed the guitar solos and the edgier sounds of both songs. Then the building power of the instruments is so dynamic and continues to pull the listener into the song.

PREGHIERE DAL CIELO PAROLE DI SILENZIO SOTTILE GLI EMERSI POESIA ITALIAN EDITION Directory

With every song on the album you are invited into the colorful world the group paints with the music. They sing of the Earth, Elements and Deities in a strong harmonious way that touches the heart of the listener. My only complaint was that in some parts of the album, the volume levels seemed to be a bit off-balance. For example, there were a couple parts where the vocals were much louder than the music and others where the vocals were much softer.

But these minor issues were not enough to keep me from buying or recommending the album. For the most part, the album reminds me of a nature-based, soothing version of the pop band Evenessence. I was surprised because their music sounds like a pair of musicians that have played together for decades instead of just a couple of years. They convey a level of comfort with each other that few bands and musicians ever reach.

For this to be their first album together is a grand thing. I cannot wait to see and hear how the band grows and changes together. I look forward to more music from MaterDea! I enjoyed the album so much that I when I did an internet search for information about them, I sent a friends request to them on MySpace to be able to keep up with news about their musical efforts. Simon Papa i Marco Strega, to trzon tej grupy. Mater Dea is an up and coming pagan musical group from Italy. They submitted this article and Dee from Pagan FM was kind enough to translate it for us.


  • Fairbairn Girls!
  • (PDF) Mario Luzi Sotto specie umana / Under Human Species | Luigi Bonaffini - amygybokihyd.tk;
  • Wish It, Want It, Do It..

Mater Dea was born when two musicians, Simon Papa and Marco Strega, engaged in a remarkable collaboration. Coming from very different musical traditions, they nevertheless share a common passion for the dreamy, haunting and rarified ambience of Celtic music. The common denominator in this project, besides the musical ambiance, is the lyrics in which natural elements, marvellous creatures, and fantasy compete to draw the listener into a surreal dimension, which brings one into contact with the ancient cult of the Great Mother.

In this, their first album, Simon and Marco collaborated closely. Each song was inspired by the sophisticated harmonies and arrangements that Marco created which permitted Simon to unleash her imagination, finally allowing her to unite it with a new creation. The two musicians were often together in Marcos' studio, in a beautiful little house in the country nestled among magnificent trees, to decide which was the best direction to take on a particular melody, and ended up recording the entire album there.

The recording of this album took place from November until October of Each track was recorded after the finalization of the composition. One at a time, every one took on aspects of daily life, of the seasons with their colors and scents, and of the goings-on that occurred in the personal lives of the two musicians during this entire period.

Perhaps because of this, the album manages to convey a particular feeling to the listener; the entire album embodies the experience of discovery as both musicians, together, began to discover little by little the magnificence of that which they were bringing forth from themselves. It was originally to be used as the soundtrack for a short film, but instead made it possible for Simon and Marco to decide that would be worth getting together to make an actual album. Subsequently the desire was born to contact John to invite him to add his virtuoso accordion skills in the recording, which he was most pleased to do and graciously agreed to the recording of Mater Dea.

It was in this moment of great joy for Marco and Simon that they found the opportunity to establish a relationship of friendship and mutual respect with this personality who is a Celtic instrumental music icon. The lyrics tell the story of a leaf with silvery veins which comprise a map enabling a woman to find her lost love.

It is a tireless journey, a dive into the world of fantasy and imagination in which one can find all the ingredients to be able to dream and fly high! Applausi davvero meritati e ci aspettiamo notizie sul loro prossimo EP in uscita. Gli aspetti da migliorare sono ancora molti, a cominciare da una maggiore scioltezza nel dialogo col pubblico, ma non sono mancati grandi dosi di partecipazione emotiva e tecnica. I ragazzi suonano e si vede! Stesso discorso vale anche per i giovanissimi Elkir, una sorta di piacevole party band che ha dalla sua una cantante giovane ma preparata assai.

Le fatate vocals della suadente singer Simon — unitamente al leggiadro violino di Camilla — si sono intrufolate come un folletto nei nostri cuori, riscaldati da una proposta musicale che profuma di tiglio, di boschi umidi e di leggende provenzali. Speriamo veramente non sia troppo tardi… Tornando a noi beh, che altro dire?!

I MaterDea hanno ribadito ancora una volta il loro status di veterani del genere, rendendoci partecipi del loro riuscitissimo mix di folk, celtic e melodic metal. Magari non saremo accaniti fan del folk metal, ma qualche volta aprire la mente e provare ad assistere a qualcosa di diverso premia, e non poco… E questa sera non avremmo proprio potuto chiedere di meglio.

Marco Strega, compositore e chitarrista, Morgan De Virgilis, basso e Cosimo De Nola, batteria, sono una solida base portante, tipicamente metal. Concludono la loro esibizione tra gli applausi e la soddisfazione dei presenti. Grande performance! Perfettamente a suo agio il nuovo batterista Cosimo De Nola recentemente unitosi al gruppo, mostrando un alto livello tecnico abbinato ad un groove potente, mai in calo per tutta la serata.

Impeccabile esibizione anche per Elena Crolle alle tastiere, oltre al grande merito di aver tenuto alto il livello di esecuzione canora di tutta la serata con la sua meravigliosa voce. Assoli puliti, mai una nota fuori posto, ritmiche con dinamiche sempre al posto giusto. Le movenze eleganti e le interpretazioni impeccabili dei brani sono secondi solo alla stupenda voce di Simon Papa. Nuovi costumi di scena, nuovo stile, nuovo album: insomma, i MaterDea crescono e lo fanno decisamente alla grande. Simon Papa e Marco Strega, fondatori della band, autori delle canzoni MaterDea, si dimostrano soddisfattissimi del live e soprattutto del numeroso pubblico che li ha accolti in questa serata: un genere non facile in Italy il loro, eppure lo Hiroshima si presenta praticamente gremito di gente trepidante di ascoltarli.

La Dea accolse la richiesta trasformando la ninfa in fonte. Auguriamo di cuore che questo nuovo cd, questa offerta simbolica sia gradita, e che vengano accolte le speranze di questi talentuosi e magici artisti. Un epic metal condito dal violino di Elisabetta e dalle tastiere di Elena con la voce femminile di Simon. I torinesi sfornano una buona prova e si distinguono in particolare per una padronanza del palco da band veramente esperta, muovendosi, saltellando e cambiando posizione continuamente, in particolare Morgan basso e Marco chitarra dimostrano di avere una presenza scenica davvero sorprendente.

Inutile dire che si portano appresso una copiosa schiera di fan. Il tutto sotto la spinta di Cosimo de Nicola dietro le pelli. Tutti i brani proposti, pur derivanti da un processo compositivo complesso, che li rende pieni di sfumature, risultano facilmente assimilabili grazie a refrain immediati e cantabili. An manchen Stellen erinnerte die Musik klanglich stark an bekannte female-fronted Gothic-Metal-Bands, doch der Hintergrund war ein deutlich anderer. Un mondo incantato e magico che incontra le note dure del rock moderno. Gli ottimi suoni che sono perdurati per tutta la manifestazione hanno notevolmente favorito la buonissima prestazione che ha confermato le attese dei fan e che ha sicuramente saputo attirare le attenzioni di coloro che ancora non li conoscevano.

Si tratta di un album interamente acustico, composto da brani che fanno parte del nostro repertorio. M - Abbiamo attinto da tutti i precedenti lavori, inserendo cinque brani dal primo disco e tre dai successivi due. I concerti, appunto. Comunque sia, pensiamo che il nuovo disco potrebbe uscire verso la fine del , anche se - lo sottolineo - si tratta di una previsione. Di seguito vi riporto il sunto di una gradevolissima chiacchierata con la vocalist Simon Papa ed il chitarrista Marco Strega, due persone che si son dimostrate piene di passione, gioviali e davvero simpaticissimi.

Inizierei subito con la domanda inerente il vostro tema caldo… Avete annunciato da poco la nuova line-up, ci presentate i nuovi membri e come sia caduta proprio su di loro la scelta?


  1. Emilio Manzotti;
  2. Merry Go Round.
  3. Le statu du francais et de la communauté arabe au Québec (French Edition);
  4. FIVE PRINCIPLES TO MAKE AND MULTIPLY DISCIPLES THROUGH SMALL GROUPS?
  5. Poesie consigliate.
  6. Carlo Emilio Gadda - II.
  7. Chi sono i nuovi MaterDea? Come mai questa scelta e cosa vuol rappresentare questo nuovo album per i MaterDea? Ci siamo avvalsi esclusivamente di chitarra classica ed acustica ed il bouzouki irlandese, oltre al violoncello ad arco e delle percussioni totalmente in acustico.

    Marco: Innanzi tutto la struttura armonica dei brani. Ovviamente, poi necessitavamo di una band per poterci esibire dal vivo, quindi abbiamo reclutato alcuni musicisti. Visto che si parla di album, sempre prendendo spunto dal vostro recente annuncio. Avete comunicato che, attualmente, state anche lavorando nel vostro Domus Janas studio al prossimo album in elettrico che dovrebbe veder luce entro il prossimo inverno.

    Simon: Esatto. Quindi volete superare nuovamente voi stessi? Simon: Si, stiamo cercando di curare ogni dettaglio, poi si son messi in mezzo vicissitudini come il cambio di line-up che hanno un pochino rallentato i tempi. Per il momento che come punto siamo a circa un terzo del lavoro direi. Quindi posso permettermi di chiederti qualche piccola anticipazione, se possibile, sui prossimi testi? Racconta del nostro pianeta, della natura con i suoi moti energetici. La messa in relazione della vita tra quella animale, umana e vegetale.

    Credo che hai sempre espresso molto bene i contenuti, spesso con la tua vena poetica che in un certo senso di contraddistingue. Simon: Beh grazie, grazie mille. Quali sono i prossimi appuntamenti e cosa dovranno attendersi dai MaterDea? Siamo in fase di lavorazione e in questi casi ci barrichiamo in studio e pensiamo solo a quello. Ci teniamo inoltre a ringraziare Suoni Distorti Magazine per averci dato un occhio di riguardo dandoci dello spazio. Allora a questo punto vi abbraccio e grazie mille di nuovo! Grazie a te, a presto!

    Per prima cosa, presentatevi ai nostri lettori! Simon: certo, innanzitutto grazie a voi! Simon: posso rispondere per quanto mi riguarda! Un giorno, molto tempo fa, me ne stavo seduta davanti ad un laghetto in mezzo ad un bosco.. Quando vi siete formati, primi passi, cd, live Vorrei anche che faceste un confronto, citando evoluzioni, differenze e similitudini nei vostri cd, album dopo album. The gold glimmer of the plane trees turns to sky, it has no hour or season, or rather it does have them and this jubilation burns them, this invincible alchemy exhales them in clarity, it unites them and purifies them to the luminous essence of the end and the beginning.

    Emilio Manzotti

    Come fulmine in cristallo la chiamata venne. Lo avrebbe poi la roccia sinuosa del cammino mostrato e occultato mille volte il termine del pellegrinaggio. Continuamente era e non era chiaro, chiara era la sua dura andatura desiderata, necessaria. Oh non mancasse mai strada al suo lungo insaziabile itinerario! The towns teemed high and far in that blue. Like lightning in crystal came the call. Oh may no road be wanting to its long insatiable itinerary!

    Suddenly that sea of matter light air caught fire in the depths of his thoughts, that music, that radiance entered the labyrinth and every cavity of his skull — but man was or seemed aleatory, his history precarious in that climate. Burnt in the unity? I hope. O heaven, was time to come sotto umana specie. Non si ha notizia. O ce ne sfugge il ricordo… sotto umana specie. There they are in front of him in that infant chasteness of the painting. They were not emissaries or ambassadors of anyone in the world, they were there, suspended, between grace and desire, bystanders of the perpetual event: or rather Because he was.

    There is no word. Or the memory of it escapes us Si guarda meravigliata. She looks in wonder at herself. She enters the platinum and gold of that morning fire. That white radiance brightens the high and low, it has wholly suffused the haze. Where is she? Oh flos. Dopo di che a lungo era piovuto pioggia e tedio, a lungo era indurato sole, plenilunio, assedio. Chi vinceva il tempo? Colori e luci non ne offre la tana al mio risveglio, mulinano sotto umana specie.

    And in light, in pure name it blazes in her. After, it had rained for a long time, rain and tedium, long had lasted sun, full moon, siege Who conquered time? My lair does not offer any color or light when I awake, sotto umana specie. E lui teneva acceso quel furente assedio sotto umana specie. O pelagic fire, o mutual mutation, of the multiple appearances and the only substance, pure life, pure persistence of life beyond its matter in the uncontainable blazing— will I be in you or you in me?

    Is it him, not a mariner from other worlds, not a double? He is beside himself, those features are his, something surely his, left at the edges of the grind and of the scene in the stopovers, the tie-ups, overflows from them mortified. Or so the image may be reintegrated before the final fadeout? And it kept that furious siege burning sotto umana specie. Suoi dardi bersagliavano infuocati il costato da ogni parte. Suoi messaggi e sussurri cercavano pertugi a penetrarci dentro il sangue. E questo era il tributo, questa la mutua ricompensa.

    Infine si dichiara, appare ora aperto quel sigillo. A lungo ne trattenne quel brillio Roma tra le sue ferme ciglia. Its flaming arrows riddled the ribcage from every side. Its messages and whispers sought openings to penetrate our blood. Creation blazed for us creatures like a disease or like a loving arrogance For us on the threshold, yes, but now we had already become its substance because in him was the pearl of our knowledge and we would descend from year to year ever deeper to capture it.

    And this was the tribute, the mutual reward. At last it declares itself, that seal now appears open. Finally the penultimate fraction of its duration caught fire among the branches, then the last, the final one. For quite a while Rome held that sparkle between her steady lashes. And now — does he imagine or remember? Mournful — but what does it matter — is the first black glow of things in the room where incredibly it dawns. The tossed butterfly of its continuity wavers between yes and no but now awaiting him on the threshold, drawing him in and at once dazzling him is the world flooded with reality, present — oui, on est bien au dedans.

    Oh dies. The day has broken, the blaze purples in the east of the dizzying dome The sky, varied, opens and frays out even more ragged, just beyond the pier sotto umana specie. Furia, meria. Coinvolti noi in quella danza. E allora benedetta, primavera acerba che tremi e sali alla tua prima erba e che di nuovo inventi la tua favola e la mia e che in amore riequipari il mondo, il mondo e il suo creatore.

    Fury, shade. To what end — spring after spring he asks himself — life calls us back to itself not interrupted and not dead it starts again from itself to itself We are taken in that dance. Then bless you, unripe spring that tremble and rise to your first grass and again invent your fairy tale and mine and that once more make the world equal in love, the world and its creator.

    Oh pena, oh grazia. And I, art, am a bit the dark, the luminous part of it. Oh pain, oh grace. Di che luce si riempie il cuore, di che pena. Tutto umano, tutto alieno il tempo che quello spazio assedia. Tutto umano, tutto alieno il dopo, il prima, la terra, il cielo che chiude perfetto la sua rima. Beyond there is Siena. What light fills the heart, what pain. All human, all alien the time that besieges that space. All human, all alien the time after and before, the earth, the sky that closes perfectly its rhyme.

    Impara presto quella sua antica musica la pioggia, la riesuma dalle ere pluviali una sua fonda memoria, le aeree ed aquatili cisterne dei pianeti ne sono archivio e testimonio. Scende, la sentiamo sotto umana specie. There is — neither air nor grass can contain it — there is an overflowing exultation from trill to trill of jubilation and of song, the happened event floods over, the resurrection bursts forth as breath or wind across the whole horizon. Feast of healing from frost and death you descend to celebrate yourself in the open field and rise to the sun for the reintegration of life in life, free us, I beg you, from the vise, nunc et semper.

    The rain learns its own ancient music very quickly, a deep memory exhumes it from the pluvial eras, the aerial and aquatic cisterns of the planets are archive and witness to it. Tempo e pioggia, tempo e profusione di mondo a se medesimo. We are in the rain, between sky and earth the world sinks into itself, it crumbles into its continuity. The hourglass streams around us under the species of matter, no, of immaterial change. Time and rain, time and profusion of world onto itself.

    Are we absorbed or dissolved by the flow of life toward life rising again? What happens to us, are we called or excluded from the regeneration of the air, of the elements? Oh grazia. Now the rays blaze through the tiniest orifices, the golden semicircle catches fire furtively in the blackness of the room, clandestine crown to the victory of the morning. And now open contingency, summer, wraps him with its needlefuls the gold-green skein of his vacation seizes him, drags him up and down the hills.

    And meanwhile the blue flower of the morning mows down his memory in crystalline seasons. Present July around him is a dream, his reminiscence is filled with the present. So he climbs, plunges into the depths, into the essence, without time, without difference. Everything is. Everything is, fairly. Oh grace. Oh mattina. Mattina che tutte le annulla e tutte le comprende, mattina di conciliazione, santa. Pure tutto cuoce, carbonizza, flagra. Ombra a picco, avara, nuda terra crettata si sgretola, si polverizza. Vampa, bocca di fornace, sotto umana specie. Oh morning.

    Brightness ran through all its valleys of air and blue, a few flashes, sparks, a few sprays of its excessive fullness darted high and low, in the ethereal field. It came, it reached its height, the instant exulted, it shattered in a perfect coincidence of past and present, any distinction between time and time collapsed in a blinding eternity. Morning that annuls them all and contains them all, morning of conciliation, holy. It is, she feels, it is, steep, endlessly. It melts her instant inside, in her depths. Yet everything is scorched, charred, ablaze.

    Plunging shadow, stingy, bare cracked earth crumbles, turns to dust. Blaze, furnace mouth, sotto umana specie. E noi dentro quel fuoco resine stillanti, oh liberazione dalle scorze. And we dripping resins within that fire, oh freedom from the barks. The eagle perhaps: man cannot look at its face: only, very exact, its staying in the midday sky, the plunge down over the shrubbery and the crossbars of the stockyard, over the pasture, the planking, the straw-and-brick roof of the facing hut.

    The summit in the sky and of the day down here Being descending into itself blazes in its abodes. Oh anima, anima imperante. Occhio fermo, perspicuo, cristallino, non visto, onniveggente. Sense and intelligence are one, the idea descends completely into its form, each thing inhabits its own deity and shines from it.

    The image fills with essence. Slim adolescent, Caterina enters in herself radiantly. Oh soul, reigning soul. Eye still, lucid, crystalline, unseen, all-seeing. Burning naked, scorching with identity the rose rids herself of symbol, annuls song, music, memory, she erodes image and any other hunger of the human and animal mind, any other enslavement on herself, her substance. She is. O rosa ipsa, o queen of herself.

    But the beetle descends its winding vein of air comes down toward her in a drone and that flight now ties her once more to the chain of universal brotherhood. Fitto ma con radure. Thick but with clearings. There in the half shadow green, then copper green, deep-darkening green that putrid mixture of leaves and sludge, dark lens at times of glimmers of the blue and the clouds within the darkness and the shadows of the trails that branch out and get lost in their own woof.

    Forest thick with deceits, vertigo and coolness, step by step till the open space blazing with cicadas. He disappears in it, puddles here and there, trickles Lizard ever alive, that dryness emerges unexpectedly. He, the river, lives his aridity, lives it fluvially craving abundance, flow, breath, upwind sotto umana specie. Oh, la pluie viendra. Airy, luminous in the high noon those crashes, those landslides.

    He is ready, straight on his claws Oh hic, oh nunc. Needles of fire amid the foliage that covers us and darkens us often pierce it backwards as a flash? You are here intensely, you are here to the point of seeming to be missing, concealed in the instant, sunken in the present, thus united to the world that takes you completely, to annihilation, but the numinous sun bestows the where and when on you, almost lizardlike. Blue and its glimmers, July scorches the brimming pine cone plumb down over the chasm.

    We are, chorus of cicadas, taken as well into that ardor, the celestial factory keeps us snared in its honey, enclosed in its molds. Oh morso! Why, year, were you not savored in your prana as a celestial gift? You were, but the worries devoured all your honey Oh time offended by humanity, mortified, by nothing compensated, except for the indelible smile of prevailing conciliation.

    Looming, dark fate or black memory of the hecatomb, is the hazard in the furious sun, it nails time upon itself, it racks it under the fire of invisible arrows. The world craves and fears itself, it shuns and rubs its hard flesh Ha rari e tardi vogatori il mezzogiorno. Tempo fuori del tempo la mente non ne pensa The river is a mirror, the water a transparent crystal shaded by the banks, yet it lives, it lavishes its wateriness from the oars raised upon the tholes. Noon has a few listless oarsmen. Everything around is still. Has time gone or is it coming towards us? Time outside time the mind does not think about it The city breathes in its torpid, sweaty morning.

    An ultra-leafy October fakes a full summer, it flares, it offers flowers sotto umana specie. Strane luci, strano sguardo di che nume. Watchful, the river seems asleep, it is not true, it does not sleep, it hides its sluggish movement in the splendor of the foliage but it descends, it descends to the sea as always.

    Strange lights, strange gaze of what deity. Addio pausa, addio calda bonaccia. Filtrava esso fusando nelle minime sotto umana specie. Goodbye pause, goodbye warm lull. For a while he had enjoyed his breathing spell in the midday of the waves and their withdrawal. But now that lighting, the alarm for the remaining journey Was it coming from him, from the unappeased depths of his years of sea and adventurous routes or was it a warning of the future ambush of events?

    But one and reciprocal is the path, outlet and spring are one and the same The journey unwinds but it doubles back upon itself, there is no bank or shore in that variable increment of whirling light, but it gets near it gets near to what end? It filtered whirling in the smallest sotto umana specie. Oh freedom, oh absolution of life into full life And yet a man had inhabited that den Ne spande, messaggero, un chiaroscuro di regola superna e di mistero. How were you, man, in reconnaissance or flight? A messenger, he spreads their chiaroscuro of supreme rule and mystery.

    At his hour he comes out of the backlight from the side of the sea and the mouth, in flight on the edge of the water — so he goes upriver with the calm strength of his wings and haunches, he slips under the bridge spans toward the east, the poverty, the spring. Is that the sense? A thickening downpour darkens us, droplets caught in midfield, the hurricane drowns us, then the sun clears the heavenly residues of the raging cloudburst.

    Is it winter or spring? We do not know, we are and are not anything in the constant multiplicity of appearances, yet inside life, inside the wondrous instant. Oh I would like to end it, be erased from the said and the sayable since I was not valued for usefulness or grace, not regarded, discarded for impropriety or unseemliness, thrown away, orphaned, superfluous: if I have another sense I ignore it and carry it with me as burden or shame.

    Yet they say — the angels, I suppose — that there is no return to non-being, there is no reprieve into nothingness, no matter how much uttered and declared, but all will be forgiven, all sanctified. Ed ecco li rivuole lui i suoi cimeli, le sue memorie: poi di nuovo ti usa e ti affida le sue ceneri, sempre trascura i tuoi misteri.

    Venga, oh venga presto irreversibilmente. And now he wants his keepsakes back, his memories. Then again he uses you and entrusts his ashes to you, he always neglects your mysteries. And I, bone interred and disinterred, to whom do I belong, to man or you, earth, that humbly and hungrily have cleansed me and guarded me, or to the only humoral pathos — It split at the hands of evil and pain and perhaps longs to be fully reunited.

    Let it come, oh let it come soon, irreversibly. That multicolored breath exults in the morning jubilation, it rejoices, it revels with colors and air. It has no peace or maybe no station for its delight — it does not but for a moment on tufts and clusters of bright sotto umana specie. Il croco, il fiore. Now it camouflages, it hides but is, where is it?

    This is how, in the movement and vibration of wings, ether, the world expresses itself minimally, soul, ardor. The crocus, the flower. Who is its lord, we do not know: time? E ora era deforme per errore o cattiveria di chi? Si logora, si imbroncia. This is in fact what you and I are, admit it, fraternal twins raised together from the start in grace and sorrow. Yes, for this. And now he was misshapen through whose error or malice?

    Non sono ferma, mi muove, forza dura, fraterna, il comune intendimento delle cose al loro fine e al loro annullamento. E ora? I am not still, a hard fraternal strength, the common purpose of things, moves me toward their aim and their annihilation. And now? I am approaching — oh happiness — a barely deeper point of matter — could it be substance? What form will it take, reptile, winged, breathing creature?

    Will I be named or not, I will not have a name, if I do I will answer to that name when it is shouted or only whispered sotto umana specie. Vanno oltre la gita e la vacanza essi a che lido, a che penati? Oh happiness. The already long vigil is at its height and suddenly the day is before them, it comes forward to meet them from where?

    They go beyond the excursion and the vacation to what shore, to what penates? Desires divide, the new hangs on to an old face, or it tears itself from it and hides in its future glory. But in themselves they carry — they feel their weight and ferment — the times lost to memory and the times anxious to happen, all unknown. Times crumble one into the other, in the invisible hourglass. Where is the future one? Only the soul can show it — they say and go on. Non sa.